Responsabilità sociale
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Il modello di DADA

Il progetto di Corporate Social Responsibility di DADA nasce alla fine del 2006 con il sostegno ad Amref.

Da allora DADA ha sostenuto decine di enti e organizzazioni senza scopo di

lucro sia mediante una donazione annuale che mediante la sponsorizzazione di varie organizzazioni attraverso i propri spazi web.

Ogni anno è stato scelto un tema particolare nell’intento di supportare il più possibile le necessità e le emergenze che ci giungono dal mondo esterno: questo lo spirito che ha sempre accompagnato e guidato  ogni decisione della Società  e al quale ci ispiriamo ancora oggi. L’impegno nella responsabilità ambientale e sociale permea inoltre ogni aspetto della nostra quotidianità.

 

Principali progetti sostenuti:

nel 2007 è stato scelto lo sviluppo sostenibile, nel 2008 la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, nel 2009 il progetto annuale è stato ispirato dal grave terremoto in Abruzzo ed è stato dedicato alle emergenze socio-sanitarie, nel 2010 DADA ha sostenuto il tema della tutela e aiuto all’infanzia nei casi di disagio e malattia, nel 2011 è stato abbracciato il vasto tema del sostegno umanitario nelle situazioni di disagio, emergenza sociale o medica e infine nel 2012 è stata scelta una tematica legata al disagio sociale legato in particolar modo all’infanzia e adolescenza nei Paesi del terzo mondo.

 

Il progetto annuale

Dopo l’esperienza del 2007 con il pozzo di profondità in Uganda, DADA affianca nuovamente AMREF per sostenere lo sviluppo del Children Village nel distretto di Dagoretti a Nairobi, in Kenya.

Il Kenya è uno dei paesi più poveri al mondo e nella sua capitale, Nairobi, si riversano ogni anno migliaia di persone nella vana ricerca di un lavoro e di un’opportunità di riscatto da una situazione di povertà e disagio sociale estremo. Il 60% degli abitanti di Nairobi vive in baraccopoli e sopravvive con meno di 1 dollaro al giorno, senza accesso ai servizi elementari come acqua potabile, servizi igienici, strutture educative e ospedali.

Inoltrarsi in queste baraccopoli significa imbattersi in migliaia di giovani che si arrangiano come possono, spesso scavando tra i mucchi di rifiuti, costretti all’esperienza del degrado, della violenza , dell’abuso e dell’abbandono fin dalla tenera infanzia. In lingua Swahili sono chiamati “chokora”, ossia “spazzatura”.

Grazie al supporto di DADA decine di bambini e ragazzi della baraccopoli di Dagoretti hanno potuto ricevere sostegno sociale e psicologico e sono stati seguiti in un percorso di sviluppo delle abilità personali in grado di dare loro l’opportunità di emergere dalla situazione di disagio ed emarginazione. Il percorso di riscatto non si esaurirà solo con questo specifico evento, ma gli insegnamenti verranno messi in pratica per aiutare nel tempo centinaia e centinaia di bambini.

 
Archivio
 
2011

Il Gruppo DADA finanzia un progetto del Consolata Ikonda Hospital nel distretto di Makete, in Tanzania, volto a prevenire la trasmissione del virus HIV tra madre e figlio in una delle regioni più povere e disagiate del paese.

 
2010

DADA sostiene la Fondazione Theodora Onlus permettendo la formazione di nuovi Dottor Sogni. Questi speciali dottori sono artisti professionisti formati per lavorare in ambito pediatrico ospedaliero;  usando la creatività e l'improvvisazione, creano un contatto coi bambini riportando loro un po’ di spensieratezza e gioia.


2009

L'azienda ha aderito all'iniziativa "La Musica per l'Abruzzo" promossa da Rockol per supportare la popolazione abruzzese colpita dal grave terremoto del 6 aprile.

 
2008

DADA sostiene il progetto “Jamila” di Pangea dedicato alle donne di Kabul. Il progetto ha permesso a 58 donne afghane di accedere ad un microcredito che ha consentito loro di imparare una nuova professione, di innalzare il tenore di vita della loro famiglia e di istruire i figli.

 
2007

Il sostegno di DADA ad AMREF ha finanziato la costruzione, nell’arco del 2007, di un pozzo di profondità nel distretto di Gem Onyot  in Uganda che ha consentito a circa 1.000 persone di avere finalmente accesso all’acqua potabile.